Parliamo di pollame. Carni bianche tra informazioni e falsi miti

Siamo spesso bersagliati da informazioni, talvolta anche sbagliate su come vengono allevati gli avicoli, ma potremmo effettivamente dire di conoscere le differenze tra un metodo di allevamento ed un altro? A volte nascono falsi miti che prendiamo per veritieri ma che non sono basati su constatazioni oggettive, basta qualche verifica o prova diretta per renderci conto di quanto la realtà sia distante, se non opposta.

Ci sono tanti tipi di allevamento in Italia, tutti legittimi, è sufficiente che rientrino nei termini di legge e rispettino le normative. Se, invece, spostiamo l’attenzione su CHE COSA mangiamo quando consumiamo carni bianche il discorso assume un’altra rilevanza ed è forse un ulteriore piccolo passo nella crescita verso un consumo più “consapevole”.
Per prendere coscienza e poter finalmente scegliere, serve qualche informazione utile a fare chiarezza.

Gli allevanti si dividono in diverse categorie:

  • Allevamenti intensivi
  • Allevamenti semibradi
  • Allevamenti bradi o Free Rang

Le differenze più rivelanti si riscontrano in base al tipo di ambiente ed accrescimento che si vuole ottenere dal pollo.
Nell’allevamento intensivo i termini di accrescimento vengono spinti fino ad ottenere un pollo in poco tempo. Gli animali sono costretti a vivere dentro a capannoni chiusi dove la luce è creata artificialmente.

L’allevamento semibrado è costruito in modo che i polli abbiano spazi all’aperto ma ben delimitati da recinzioni o reti. L’animale può entrare o uscire dal capannone dove trova riparo da intemperie o predatori.

L’allevamento brado è un tipo di allevamento piuttosto raro perchè molto difficile da gestire. Gli spazi sono aperti e l’unica delimitazione accettata deve essere costituito da alberi o siepi. Esiste sempre un ricovero notturno per evitare furti o predatori, ma durante la giornata il pollo è completamente libero.

Naturalmente per ogni tipologia di allevamento si ha un diverso livello di accrescimento, molto più lento per l’allevamento brado o semibrado poiché rispetta gli stessi tempi dettati dalla natura.

Breve guida in 6 punti per un consumo consapevole della carne avicola.

1) Quando si parla di “allevate a terra” in verità i polli la terra non la vedono!
Va di moda ora parlare di “allevato a terra” e spesso si fa confusione pensando che si tratti di un sinonimo di “allevato all’aperto”. Nulla di piu’ sbagliato! Quando si parla di “allevate a terra” si indica semplicemente che gli animali non sono tenuti in gabbia ma poggiano su un pavimento: sono comunque allevati all’interno di grandi capannoni industriali e non sono previsti pascoli esterni.
 Le tecniche di allevamento si distinguono infatti:
in gabbia: molti capi per mq; gli animali passano la loro vita produttiva all’interno di gabbie che vengono distribuite nei capannoni su piu’ piani. Luce e ventilazione sono artificiali. Solitamente e’ una pratica usata solo per la produzione di uova.
a terra: molti capi per mq; gli animali passano la loro vita all’interno di capannoni chiusi. Solitamente si usa sia per la produzione di uova che per la carne. L’allevamento a terra puo’ essere anche “intensivo” quando raggiunge gli standard industriali con l’uso di luci artificiali (sempre accese per invogliare il pollo a mangiare continuamente), alimentazione spinta (molto carica), ventilazione forzata (viene regolata con dei ventilatori).
all’aperto: pochi capi per mq. Gli animali vivono in capannoni che dispongono di un pascolo esterno e possono razzolare a piacimento.
biologico: pochi capi per mq. Gli animali vivono in capannoni che dispongono di un pascolo esterno e possono razzolare a piacimento. L’alimentazione prevede solo alimenti certificati come biologici.

Quando acquistate un prodotto APRITE GLI OCCHI e leggete bene! E’ facile essere ingannati dalle confezioni!

2) La sai la differenza tra pollo e gallina?
Solitamente si pensa che il pollo sia una razza da carne e la gallina da uova.
Non e’ propriamente cosi, e la differenza dipende solo dall’età dell’animale.
Si differenziano infatti:
pulcino: da 0 a 7 giorni
pulcinotto: da 8 a 40 giorni
pollo (maschio)/pollastra (femmina): da 41 giorni all’età riproduttiva
gallo (maschio)/gallina (femmina): in età adulta e riproduttiva (in media 180 giorni)
Questa nomenclatura vale per tutte le razze.

3) Lo sai cos’e’ il tipico galletto che compri cotto allo spiedo?
Molti pensano che siano razze nane, ma non e’ così.
In verità e’ proprio il contrario: è un pulcinotto della razza superpesante da carne a rapido accrescimento.
Viene allevato intensivamente in capannoni chiusi, con un’alimentazione industriale molto spinta, e macellato all’eta’ di soli 30 giorni.
Per questo si presenta con un petto molto sviluppato (dato dalla razza) ma con ossa molto corte e una carne molto soffice e poco saporita (date dalla giovanissima eta’).

4) Lo sai cos’e’ un cappone?
Il cappone non e’ una razza, ma identifica semplicemente un maschio avicolo castrato.
E’ una pratica diffusa da tantissimo tempo per rispondere alla richiesta di un avicolo dalle grosse dimensioni, tipico delle festivita’ .
La castrazione non lo fa crescere di più, anzi, ne rallenta la crescita.
Questa tecnica viene fatta solo ed esclusivamente per ridurre la durezza della carne: essendo consumato in eta’ adulta al massimo della grandezza, infatti, se fosse un gallo intero rischierebbe di risultare con una carne troppo dura e fibrosa, molto più di quella di una femmina.
La castrazione, che deve esser fatta in giovane eta’, evita quindi che gli ormoni lo rendano eccessivamente compatto ma ne mantiene le dimensioni tipiche della razza scelta.
Si applica solo a razze leggere o rustiche, che raggiungono l’età adulta: non si castrano razze superpesanti da carne poichè vengono macellate prima di tale termine.

5) Lo sai cos’e’ l’anatra Mulard?
L’anatra Mulard e’ una razza ottenuta per incrocio del maschio dell’anatra Muta con la femmina dell’anatra Nostrana/Pechino.
Garantisce le grosse dimensioni del maschio muto, con un certo tasso di grasso della femmina nostrana.
Essendo figlia di incroci, questa razza e’ sterile come avviene per il mulo (incrocio tra cavallo e asina).

6) Lo sai che gli avicoli adulti fanno la muta?
Una volta superata la prima fase riproduttiva, intorno ai 18 mesi, le galline si fermano nella produzione di uova e perdono gradualmente tutte le penne e piume, a cominciare dalla testa.
Rimangono completamente “nude” per un breve periodo, per poi ricominciare a “vestirsi” di penne nuove.
Questo fenomeno si chiama muta e dura circa 8-12 settimane; verra’ ripetuta una volta ogni anno.
Al termine della stessa le galline ricominciano l’ovodeposizione, ma produrranno di volta in volta meno uova.

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Ritratto di Lorenzo Rizzieri
Scritto da Lorenzo Rizzieri
“Il nostro lavoro inizia dalla stalla”: questa è la frase che, sin da piccolo mio padre mi ha ripetuto centinaia di volte.Ed è proprio in quelle parole che...