Programma Nazionale Biodiversità e Risorse Genetiche

 (approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, nella riunione del 10 febbraio 2000)

Il Ministero per le Politiche Agricole definisce, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 3, lettera d), del regolamento (CE) n.950/97 e dell’articolo 10 del regolamento (CEE) n.2078/92, le modalità per l’erogazione di adeguati contributi finanziari, attraverso un programma nazionale, volto a superare la situazione di grave e persistente declino delle risorse genetiche animali e vegetali 

PREMESSA

La Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro del 5 giugno 1992, ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124, dispone che "...ciascuna parte contraente, secondo le proprie particolari condizioni e capacità, elaborerà strategie, piani e programmi nazionali per la conservazione e l’uso sostenibile della diversità biologica ed integrerà nel modo più opportuno tale conservazione nelle proprie attività interne".

Sempre nell’ambito degli accordi internazionali, la Conferenza sulle risorse genetiche tenuta a Leipzig (Germania) nel giugno 1996, ha adottato il "piano di azione globale" che rappresenta un impegno per i Paesi contraenti nei riguardi della conservazione e dell’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura - è l’Accordo Internazionale con il quale le parti riconoscono l’importanza della conservazione e si impegnano nel favorire una equa distribuzione dei benefici derivanti dall’uso delle risorse genetiche.

Il Ministero per le Politiche Agricole, con Decreto Legislativo 4 giugno 1997 n. 143, è chiamato a svolgere "...compiti di disciplina generale e di coordinamento nazionale.....salvaguardia e tutela delle biodiversità vegetali e animali , dei rispettivi patrimoni genetici".

Con delibera CIPE del 19.2.99 per i regimi di aiuti previsti dal Decreto Legislativo n.173/1998, sono stati allocati 5 miliardi di lire per l’attuazione del citato Programma Nazionale. 

AZIONI

Il Ministero per le Politiche Agricole ha definito le linee generali ed un omogeneo quadro di riferimento per le nuove iniziative regionali, che dovranno attuarsi nell’ambito di un coordinamento nazionale, onde evitare onerose sovrapposizioni e/o replicazioni di interventi. L’obiettivo principale del Piano Nazionale sulla Biodiversità è quello di garantire un coerente legame e raccordo tra gli impegni internazionali e comunitari ed i programmi operativi. In questo senso i risultati attesi dovranno favorire un corretto avvio delle fasi di approccio alle problematiche legate alla salvaguardia degli interessi locali, regionali e nazionali, per poter poi dare seguito , in un quadro generale e comune di riferimento a più specifici progetti d’interesse locale

 

Di seguito si elencano le possibili principali azioni relative alla fase di avvio:

 

favorire la riproduzione e la conseguente moltiplicazione di materiale vegetale ed animale, d’interesse generale e diffuso, mediante un coordinamento delle attività dei laboratori nazionali;

stimolare la conservazione della diversità biologica per la sicurezza alimentare attraverso una campagna di sensibilizzazione sull’uso di tali risorse;

salvaguardare la diversità biologica anche attraverso la valorizzazione di prodotti agricoli e trasformati e i sapori tradizionali, caratteristici di un territorio a "rischio di estinzione";

incentivare, anche attraverso un’opportuna fase di formazione, la conservazione in situ ed ex situ della biodiversità ;

realizzare , all’interno del SIAN, un sistema di informazione e di validazione dei dati in esso contenuti; di documentazione, d’informazione e di divulgazione sulle iniziative intraprese per la conservazione e l’utilizzazione del materiale genetico, anche in considerazione dell’esistenza in sede Comunitaria di strutture e organizzazioni analoghe;

attivare un centro di coordinamento nazionale delle attività regionali e locali;

     PIANO FINANZIARIO

La dotazione finanziaria del programma nazionale "Biodiversità e risorse genetiche" , proviene dalla delibera CIPE del 19 febbraio 1999 per i regimi di aiuti previsti dal D.L.vo 173/98.

La ripartizione delle risorse, definita nella riunione dei Comitato tecnico permanente di coordinamento in materia di agricoltura nella seduta del 3 febbraio 2000, è così determinata:

 Azioni orizzontali (in milioni di lire)           1500

 Azioni territoriali (Regioni)             3500

 I fondi destinati alle azioni territoriali sono ripartiti tra le Regioni e le province autonome utilizzando i parametri della PLV e del numero delle aziende nella misura del 50% per ciascuno degli indicatori, come riportato nella allegata Tabella. I predetti fondi sono destinati al finanziamento dei programmi operativi coerenti con le linee di azione riportate nel presente programma che dovranno essere presentati dalle Regioni al Ministero.

 

 

Category: 
Ritratto di Facecook Redazione
Scritto da Facecook Redazione
La redazione di Facecook.it