Il lacto-ovo-vegetariano rispetta tutti: animali e uomo

Il paradosso apparente è che il vegetariano completo, cioè il lacto-ovo-vegetariano, pur tollerando forme minime di allevamenti (auspica, infatti, una loro drastica riduzione, grazie all'eliminazione del cibo carneo, e la loro trasformazione in piccoli allevamenti naturali e semibradi), finisce per compiere meno danni alla specie Uomo del vegan, come accenno ironicamente nell'articolo sul mio sito personale.

L'esperienza di ogni giorno, da almeno 30 anni, mi ha fatto vedere che il lacto-ovo vegetariano sta meglio del vegan, è più equilibrato e resistente fisicamente e soprattutto psicologicamente, più tonico e attivo, più incline all'esercizio fisico, meno soggetto a debolezza e fatica. Per esempio, nelle prolungate escursioni in montagna, aperte a tutti gli amanti della Natura, pochi sono stati i vegetariani osservati, ma certo mai nessun vegan. Segno che la sua dieta lacto-ovo-vegetariana funziona più facilmente. E spesso è anche più razionale, e quindi più onesto, anche con se stesso. Quindi più “morale” e meno aggressivo.

Anche se permane, non solo nel vegan ma anche nel lacto-ovo-vegetariano, un certo timore di esporsi allo sforzo fisico, una sorta di paura per il movimento e per la messa “alla prova” del proprio corpo. Insomma parecchi veg pare quasi che vivano “frenati”. Evidentemente la dieta non c’entra sempre: ci devono essere problemi psico-fisici, in alcuni casi, all’origine stessa della drastica scelta alimentare, lacto-ovo o vegan che sia.

Ma il lacto-ovo-vegetariano, almeno, non ricorre o fa ricorso di rado a quello che potrebbe essere considerato un vero e proprio "doping" (se fosse efficace): l'integratore. Che è, diciamola tutta, una grande e inescusabile ipocrisia, un alibi per poter continuare a considerarsi "puri" e "non-violenti totali" senza esserlo affatto, e anzi truccando la dieta naturale con le pillole, continuando perciò a mangiare male. Se non è disonestà, questa...

E' proprio sul piano etico, quindi, prima ancora che su quello salutistico, che spicca l'onestà del lacto-ovo-vegetariano. E' un realista, dice la verità.

Il lacto-ovo-vegetariano non dà ad intendere come il vegan che non nella vita reale (famiglia, scuola, lavoro, rapporti inter-personali, tempo libero, cultura, politica, economia ecc.), dove infatti il vegan (anzi, ogni vegetariano) si comporta come tutti, se non peggio, ma a tavola, solo a tavola, sia possibile "eliminare" la violenza del Mondo, compresa la morte, su cui si basa in realtà la vita dell'Uomo e della Natura, come sa perfino uno studente svogliato del primo anno di biologia.

Ma il lacto-ovo-vegetariano ammette che l'Uomo, pur consapevole, generoso, altruista, ma pur sempre Uomo, cioè intriso di vita e di morte come tutti gli animali, anzi, contraddizione vivente di altruismo e violenza gratuita, egoismo e generosità, ragione e istinto, buonsenso e follia (anche Hitler amava gli animali ed era dolce coi bambini), può soltanto ridurre la violenza, ridurla al minimo, se e quanto è possibile. Cominciando dalla tavola, certo, purché si applichi coerentemente la non-violenza anche a tutti gli altri aspetti della vita.

Ecco perché è logico, doveroso e anche utile limitare o, per quanto riguarda noi vegetariani, evitare le uccisioni degli animali "da carne". Perché la “carne” vuol dire la morte di altri esseri viventi, gli animali, senza poter dare la vita all’Uomo. Per noi è storicamente e nutrizionalmente inutile. Nessun uomo si avventa su un animale e neanche su una bistecca quando ha fame, anche perché la carne non sfama: non ha carboidrati. E infatti nella Storia è sempre stata poco o pochissimo o sporadicamente consumata. E non ha neanche le migliori proteine – come invece tutti, medici compresi, credono – visto che per valore biologico proteico viene molto dopo uova e latticini (80 rispetto a 100, circa).

Ma la Storia e l’antropologia, invece, danno ragione alla scienza della nutrizione sugli altri cibi proteici, che non prevedono l’uccisione degli animali. Perché la vitamina B12, fondamentale per la nostra vita, sia pure in minime quantità, è presente solo in latticini e uova,se abbiamo deciso di non uccidere e di eliminare la carne. Segno, quindi, che la nostra Natura pretende questi cibi, anche in piccole quantità. Ed è provato che latticini e uova furono i primissimi cibi dell’Uomo, anche prima degli allevamenti, molti millenni prima dei cereali coltivati, grazie al fatto che sono alimenti già pronti, di facile e immediato consumo.

Così importanti storicamente che tutte le nostre civiltà nacquero da pastori, non da agricoltori, tanto è vero che perfino gli Etruschi e i Romani offrivano il latte agli Dèi, prima del vino, e le più importanti pietanze di Roma erano a base di latticini: la polentina di miglio macinato cotto nel latte (puls fitilla), il pane rituale per gli Dèi e le ricorrenze fatto di farina e ricotta (libum), perfino il timballo di lasagne e ricotta descritto da Catone (placenta), il famoso impasto al mortaio di formaggio, aglio, erbe aromatiche e olio da spalmare sul pane di pastori e contadini (moretum),  la bevanda dissetante di latte e crescione (lepidium) dei contadini, ecc. Senza contare la tradizione di cominciare il pasto con l’uovo e finirlo con la frutta (“ab ovo usque ad mala”, dall’uovo alle mele).

E non sono prove scientifiche, queste? Sono prove schiaccianti, perché storiche e antropologiche, oltreché nutrizionali. E una società del genere dette ottimi risultati, a quanto pare. Creò diritto e architettura, democrazia e tecnologia, la Venere di Milo e la Gioconda (a proposito, quest’ultima fu dipinta proprio da un lacto-ovo-vegetariano). O vorreste tornare indietro, quando la mancanza di proteine (la caccia era difficilissima e sporadica) rendeva l’Uomo un essere brutale sempre alla ricerca di cibo e incapace di costruire società e cultura?

Latticini e uova, insomma, essendo la base della nostra Tradizionesono stati sperimentati per migliaia di anni, non sono un qualsiasi cibo nuovo, inventato dall’industria o dai ristoranti fast-food. In pratica è come se tutta la Storia sia stata, al riguardo, un enorme studio scientifico sulla alimentazione naturale e sull’uso dei cibi proteici non carnei. Ecco perché possiamo ridurli, certo, ma non possiamo eliminare dalla nostra alimentazione uova e latticini. Perché fanno parte della nostra “alimentazione naturale”, cioè antropologica, provata per millenni. Del resto, quanti altri cibi sono stati “provati” così a lungo?

E' la nostra Storia, la Natura, il nostro corpo, che dobbiamo ascoltare, non le filosofie, le religioni e le ideologie, che cacciate dalle università si sono rifugiate nel cibo, tipico refugium peccatorum perché interessa tutti, materia solo apparentemente “facile”, quindi regno dei mediocri e ignoranti della sottocultura di provincia. Ricorderò sempre che una lettera di un sedicente club “igienista” conteneva tanti e tali elementari errori di lingua da far pensare ad uno scherzo. Questo è il livello. Basti dire che un sito e un libro che si intitola abusivamente alla alimentazione “naturale” sono tenuti da un rappresentante di commercio.

L’ignoranza, il fanatismo, l'odio per la Natura e la Scienza, cioè anche verso se stessi, il sadismo e il masochismo, l’autoritarismo di finti “esperti” imbroglioni che prescrivono agli altri, creduloni, diete che essi stessi non seguono, fanno danni anche e soprattutto a tavola. Torniamo alla Terra. Lo spiritualismo e le religioni non c’entrano col cibo, non devono entrarci. E da che Mondo è Mondo, le teorie filosofiche hanno già fatto troppi danni sotto forma di religioni o di fanatismo, perché possiamo permettere che si infiltrino anche nell'alimentazione.

Il vegetarismo (lacto-ovo-vegetarian) non basta più? Ma se già i vegetariani  sono pochi, pochissimi, in barba alle indagini demoscopiche truffaldine, perché fatte per ingraziarsi l’industria ocommissionate da produttori di alimenti veg o bio, come può constatare ogni vegetariano guardando la propria rubrica telefonica o di email ! Perché, allora, si sta verificando negli ultimi anni questa una folle corsa a posizioni sempre più oltranziste, estremistiche, che ricorda certo infantilismo politico degli anni 70? L'amore per gli animali? Non c’entra nulla: è un pretesto. L’animalismo, cioè la non-violenza, è una cosa, l'animalismo estremistico è un'altra, perché è violento.

Non è lecito moralmente strumentalizzare gli animali per lottare contro l'Uomo; è vergognoso utilizzare gli animali per meglio odiare e screditare con la scusa di una presunta "morale" i nostri avversari. Il veganiano, perciò, non è "più buono" o "più onesto" del vegetariano o dell'onnivoro, come – sia ben chiaro – il vegetariano lacto-ovo non è più buono dell’onnivoro. Come filosofi, guru, asceti, monaci, suore e preti, non sono certo più buoni e onesti degli altri uomini.

Contro tale devastante ideologia estremistica questo sito sarà sempre in prima linea.

La scelta vegetariana, intesa nella sua normale e praticabile accezione storica e scientifica, è da sola così importante, che se la praticassero per ipotesi tutti gli uomini, l'aspetto stesso della terra cambierebbe. E gli uomini sarebbero meno aggressivi anche tra loro. Invece, oggi, l'aggressività e il ricorso alle falsità di molti vegan - basta dare uno sguardo ai loro siti - supera di molto quella degli onnivori.

Questo sito, perciò, intende svelare le mistificazioni, far notare le contraddizioni, denunciare le disonestà. Innanzitutto facendo conoscere. Ecco, perciò, che le ragioni della Ragione, diventano le ragioni della Morale individuale e anche dell’Etica.

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