l'epidemia della malnutrizione

Chi troppo, chi niente, chi male  .

Oltre alla denutrizione che affligge un bambino su tre nel terzo mondo, si affaccia anche la sovra nutrizione. Lo rivela una ricerca del Worldwatch Institute .

Troppo grassi o troppo magri? Sembra essere uno di quei giochi un po' scemi trasmessi dalla televisione qualche tempo fa: come saranno le donne e gli uomini del futuro? E, invece, è proprio la domanda a cui risponde il nuovo rapporto del Worldwatch Institute, il prestigioso istituto di ricerca ambientale di Washington, in libreria negli Stati uniti in questi giorni, Denutriti e sovra nutriti: l'epidemia globale della malnutrizione. Per la prima volta nella storia dell'umanità, sottolineano Gary Gardner e Brian Halweil, i due ricercatori autori del volume, il numero delle persone sovrappeso rivaleggia col numero di quelle sottopeso. Mentre il numero globale di individui denutriti è lentamente calato a partire dal 1980 fino al miliardo e 200mila, il numero dei "sovra nutriti" è salito alla stessa cifra. Sia le persone sottopeso che quelle in eccesso soffrono di "malnutrizione", una deficienza o un eccesso di elementi nutritivi nel fabbisogno alimentare necessario per condurre una vita in salute. La denutrizione come l'eccessiva alimentazione inducono alti livelli di malattia e invalidità, accorciano l'aspettativa di vita e riducono la capacità riproduttiva soprattutto per chi vive nei paesi in via di sviluppo. L'impatto sulla salute pubblica è enorme: più della metà delle principali malattie nel mondo è attribuibile alla fame, alla sovra nutrizione e molto spesso alla deficienza di vitamine e minerali. "Questo è il secolo con il più grande potenziale per eliminare la malnutrizione e invece lo abbiamo visto spingersi verso livelli record" ammette Gardner. Paradossalmente, il numero degli affamati rimane alto in un mondo dove il cibo è in eccesso. Nei paesi in via di sviluppo ci sono circa 150 milioni di bambini sottopeso, quasi uno su tre. E in Africa, dove vive oltre la metà di questi bambini, il numero è in crescita. Nel frattempo, la popolazione dei sovrappeso si è rapidamente accresciuta negli ultimi decenni. Negli Stati uniti, per esempio, il 55 per cento degli adulti è sovrappeso secondo gli standard internazionali, e addirittura il 23 per cento è da considerarsi obeso. Il trend è tale che anche fra i bambini americani uno su cinque può ormai essere considerato sovrappeso. Ovviamente il tipo di danni che possono essere provocati dalla malnutrizione sono diversissimi. Più terribili quelli che affliggono i bambini denutriti, facilmente vulnerabili a infezioni e malattie che spesso conducono a patologie mentali o psichiche anche permanenti, o alla morte. Al contrario il mangiare troppo (e male) ha sicuramente ripercussioni nella vita adulta con effetti che possono essere anche cronici, come nel caso del diabete o di diverse cardiopatie. Paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati pagano, comunque, un caro prezzo per la malnutrizione. La Banca mondiale stima che all'India, per esempio, nel 1996 la fame è costata qualcosa come fra il 3 e il 9 per cento del suo prodotto interno lordo. E l'obesità è costata agli Stati uniti, alla fine degli anni '90, il 12 per cento della spesa sanitaria nazionale, qualcosa come 118 miliardi di dollari. Per avere un termine di paragone si consideri che la spesa sanitaria Usa per combattere i danni provocati dal fumo è ammontata, nello stesso periodo, a 47 miliardi di dollari. Un po' a sorpresa, sovrappeso e obesità stanno avanzando velocemente proprio nel mondo in via di sviluppo. "Spesso le nazioni hanno semplicemente "barattato" la fame con l'obesità e le malattie indotte dalla povertà con quelle indotte dall'eccesso", spiega Halweil. In Brasile e in Colombia, per esempio, rispettivamente il 36 e il 41 per cento della popolazione è in sovrappeso, livelli che se la giocano bene con gli standard di molti paesi europei. "Mentre persiste ancora il mito per il quale la fame deriva dalla scarsità di cibo, sono invece l'iniqua distribuzione delle risorse e le discriminazioni di genere che impediscono agli affamati di procurarsi il minimo di cui hanno bisogno", commenta ancora Halweil. Circa l'80 per cento dei bambini affamati vive in paesi che in realtà hanno un surplus di cibo. Il comune filo che unisce tutti gli affamati, tanto nei paesi ricchi quanto in quelli poveri, è proprio la povertà. A partire dalle donne, come contadine e madri, che sono loro le custodi dell'alimentazione in molti paesi; sostenere la loro posizione potrebbe essere un grande passo verso il miglioramento delle condizioni nutrizionali. Un'analisi condotta nel corso del 1999 in 63 paesi ha dimostrato come il miglioramento dell'educazione femminile, l'accesso alle cure sanitarie e le condizioni ambientali di vita sono responsabili per il 75 per cento della riduzione del fenomeno del sottopeso fra i bambini. Persino l'eliminazione di piccole deficienze alimentari può produrre rapidi risultati con poca spesa. Il programma dell'Organizzazione mondiale della sanità sul sale iodato, portato avanti in 47 paesi fra il 1994 e il 1997, ha ridotto l'incidenza dei disordini dovuti alla deficienza di iodio dal 29 al 13 per cento. Il problema è che, semplicemente, molti governi non fanno del benessere nutrizionale una priorità, quando anche paesi con gravi difficoltà politiche ed economiche potrebbero ridurre significativamente il numero delle persone malnutrite. Cuba e lo stato indiano di Kerala, per esempio, hanno ottenuto successi rilevanti lavorando su target mirati, in particolare donne e bambini, e puntando molto sull'accesso alle cure sanitarie, importanti alleati per ottenere buoni livelli di nutrizione Nei paesi dove la sovralimentazione è un problema i governanti devono invece usare strumenti diversi. Ovviamente non è così che per il momento vanno le cose. Per combattere gli effetti (puramente estetici) del sovrappeso si va in palestra o si ricorre alla liposuzione. Solo negli Stati uniti il settore della liposuzione impiega 400mila persone all'anno. Mentre miliardi di dollari vengono quindi spesi per combattere gli effetti nocivi della sovralimentazione, pochissimo viene investito in campagne di educazione alimentare. "In assenza di una forte campagna di educazione alla nutrizione, da portare avanti nelle scuole, sulle etichette dei cibi stessi, e attraverso una regolamentazione della pubblicità, la maggior parte della gente regola la propria condotta in base a quello che gli viene proposto dall'industria alimentare. - spiega Gardner - Nel moderno ambiente alimentare, noi siamo come dei bambini in un negozio di caramelle, ogni giorno della nostra vita." 

 

L'epidemia di malnutrizione
Percentuale di bambini sottopeso e di adulti sovrappeso in alcuni paesi negli anni '90

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paese % bambini sottopeso                    paese % adulti sovrappeso
Bangladesh 56  Stati uniti 55
India 53 Russia 54
Etiopia 48 Regno unito 51
Vietnam 40 Germania 50
Nigeria 39 Colombia 41
Indonesia 34 Brasile 36

Bambini sottopeso nei paesi in via di sviluppo

 

milioni di bambini

%percentuale

Anni

1980

2000

1980

2000

       
Africa

22

38

26

29

Asia

146

108

44

29

America Latina e Caraibi

7

3

14

6

Tutti i Pvs

176

150

37

27

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