Il dragoncello

Il dragoncello

Il dragoncello, noto anche come estragone o Artemisia dracunculus, è una pianta di origine sovietica, in particolare della Siberia, ma ne esiste anche una variante francese. In Italia non nasce in modo spontaneo ma è frutto di coltivazioni stagionali, specialmente durante l’estate quando la pianta raggiunge il metro d’altezza. Molto utilizzata in cucina, solitamente i fiori e le foglie, viene impiegata per i prodotti ittici, le uova, la carne alla griglia e come spezia finale per aggiungere un sapore deciso. Aiuta la digestione e trova spazio anche come rimedio naturale per la cura personale.

Dal sapore molto forte e aromatico, il dragoncello dalle foglie verdi possiede un gusto pungente, leggermente amaro con rimandi al sedano, al rafano e alla menta. Solitamente si consuma essiccato così da perdere parte della sua forte intensità, ma si può anche congelare dopo averlo tritato finemente e versato nei contenitori per il ghiaccio con poca acqua. Molto amato in Francia e in Toscana viene impiegato in molte ricette, è la base per la salsa bernese, la salsa tartara e l’omonima salsa al dragoncello. È una spezia versatile che può aiutare l’aroma di aceto, burro e impreziosire il gusto dei formaggi light.

Curiosità e storia

Dragoncello ciuffo
A bunch of fresh tarragon on the wooden background, selective focus via Shutterstock

Il suo è un nome particolare che giunge dal passato: ribattezzata dragoncello o piccolo drago, la pianta possiede delle radici che ricordano un gruppo di serpenti aggrovigliati. In latino dragoncello significa appunto piccolo serpente. Ma c’è chi sostiene che il nome derivi dall’antica usanza di utilizzarlo per guarire i morsi dei serpenti. Invece una leggenda senese sostiene che il nome giunga dall’amore di una giovane per un dragone, ovvero un soldato a cavallo presente sul territorio toscano durante l’occupazione napoleonica. Un giorno scuotendo gli stivali il soldato fece cadere alcuni semi nel vaso della giovane, che abitava al piano di sotto, alla sua ripartenza verso la terra d’origine nacque una pianta. La ragazza decise di battezzarla dragoncello in onore del soldato e del suo amore. Secondo le usanze popolari il dragoncello proteggerebbe dalle malelingue e dai pettegolezzi. Invece, secondo una leggenda di origine greca, alcuni semi di lino caddero per caso sopra una radice di rafano, dall’unione nacque il dragoncello dal gusto piccante come quest’ultimo e dalle proprietà curative dei semi di lino.

 

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Ritratto di enrico rapacciuolo
Scritto da enrico rapacciuolo
Rapacciuolo Enrico nasce a Novi Ligure il 01 agosto 1985 . Gia da ragazzo si appassiona alla cucina. Frequenta l'istituto alberghiero professionale di...